L’intervento dell’autore

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“Buongiorno a tutti.

Un chiarimento definitivo sull’accaduto. Non ho risposto prima per problemi di natura familiare  e per il recentissimo furto di parte della mia attrezzatura fotografica.

La fotografia in questione è stata scattata utilizzando una mantide di allevamento di un amico che da più di 30 anni si dedica alla macrofotografia. Non sono un entomologo, ma trovo grottesco ricevere tali critiche dato che anch’io da più di 20 anni giro per il mondo cercando di diffondere la bellezza del nostro pianeta in un modo artistico anziché scientifico e nel totale rispetto della natura, proprio per farla conoscere anche ai meno esperti e farla apprezzate da tutti. Io stesso ho imparato a rispettare maggiormente gli insetti proprio fotografandoli. Quando ho scattato l’immagine in questione, ho pensato prima di tutto di mostrare l’incredibile bellezza di questa specie e farla apprezzare anche a quelli che quando vedono un qualsiasi insetto lo uccidono per fastidio o paura.

Ritengo anche totalmente ingiustificate le accuse alla giuria che in tutta buona fede ha colto l’aspetto poetico dell’immagine.

La foto che avevo già pubblicato  in novembre non era mai stata sottoposta ad accuse fino al momento della vittoria. Nessun esperto del settore era mai intervenuto. Questo perché moltissime fotografie del genere vengono fatte in questo modo sia da appassionati di macro che da professionisti. Quindi se la foto dell’animale dovesse essere stata scattata nel luogo originario classico ammetto che non è così, ma lo scatto è stato effettuato nel più totale rispetto della mantide. La stessa infatti è stata fotografata in più momenti ed in perfetta salute.

Ripeto quindi ambiente originale no, ma totale rispetto dell’animale ed in natura sì.

Sapendo che queste mantidi vengono allevate anche nel loro paese d’origine come animali da compagnia, ho fatto l’errore di non specificare il  luogo in cui era stata realizzata la foto.

Se la giuria deciderà quindi di eliminare questa immagine, accetto senza  problemi  la squalifica. Non ammetto però che venga affermato che la foto sia frutto di fotomontaggio, che la giuria non chieda i RAW originali o peggio ancora che la creatura non sia stata rispettata.

Molto spesso, come non ho mai nascosto, ricostruisco piccoli set in natura come moltissimi altri fotografi e chi mi conosce sa benissimo che questo viene fatto sempre nel totale rispetto del soggetto, possa essere un minuscolo insetto o un selvaggio leone.

Per chi inoltre mi rinnova l’accusa in merito alla alla mia esclusione dalla vittoria in un altro noto concorso italiano, ricordo che non sono stato eliminato per fotomontaggio o per chissà quale manipolazione, ma per aver utilizzato una tecnica all’epoca poco conosciuta che al giorno d’oggi viene sempre più spesso accettata anche nello stesso concorso di Oasis: parlo del focus stacking, di cui sono stato uno dei pionieri e che oggi viene largamente utilizzato nel mondo della fotografia.

Con la speranza di aver chiarito questo equivoco confido che in un prossimo futuro vengano a cessare questi volgari insulti che nuocciono a tutto il settore”

Alberto Ghizzi Panizza